La Maison Plassier di La Salle

La Maison Plassier di La Salle

La Maison Plassier di La Salle

          Il 23 gennaio 2012, una settimana prima di morire, Carlo Plassier legava con lascito testamentario al Comune di La Salle la sua casa con gli arredi e le opere d’arte in essa contenuti, il tutto vincolato a una futura pubblica fruizione. Nella primavera 2018, il Comune di La Salle ha acquisito formalmente il lascito ed ha concluso la sistemazione della Maison Plassier che è diventata una casa-museo, all’interno della quale la collezione ha mantenuto il suo inscindibile legame con la figura del collezionista e la sua attività di albergatore, di promotore culturale e mecenate locale.

          Il nucleo principale della collezione è costituito dai dipinti, circa 1.250, cui si aggiungono un centinaio di opere di grafica e varie suppellettili (bronzetti, ceramiche, orologi, ecc.) nonché i mobili che arredano gli appartamenti. Al primo piano è possibile visitare l’abitazione di Plassier, mentre l’appartamento al piano terreno, presenta un profilo biografico del proprietario e l’esposizione della notevole raccolta di opere di artisti valdostani, primo tra tutti Italo Mus, oltre a Nex, Balan, Zuppini; poi Martino Martini; Antonio Conti; Ange Abrate, Irène Pagès, César Bolletti.

          La collezione donata alla comunità di La Salle è il frutto di sessant’anni d’inesauribile e febbrile tableaumanie.

Autodidatta, Carletto acquista alle aste, ai mercati delle pulci o nelle botteghe dei rigattieri, lasciandosi guidare da predilezioni istintive o dal gusto per l’affare, e poi si preoccupa di far restaurare accuratamente ogni quadro. Stringe amicizia con diversi artisti che negli anni Sessanta e Ottanta è solito invitare nel suo albergo, offrendo loro il soggiorno in cambio di lavori realizzati sul posto. La raccolta ha un carattere discontinuo, mettendo insieme autori famosi e pittori “della domenica”.

          Nella casa è stata allestita la mostra permanente ‘Art et montagne’, opere di artisti del ‘triangle’ valdo-franco-svizzero tra Savoia e Valais, provenienti da esposizioni allestite dagli anni Settanta ai Novanta nella valle dell’Arve da Chamonix a Sallanches, in Valle d’Aosta e in Valais.